Mi riesce sempre sorprendente osservare i titoli dei giornali ogni volta che “ne capita una”. Adesso è il turno dei suini.
Quali sono le ragioni determinanti questa maniera “urlata” di prendere le cose? Ecco alcune idee alla rinfusa:
- la necessità dei giornali di afferrare l’attenzione per vendere
- l’abitudine ormai radicata nei giornalisti di vedere solo il lato “orrorifico” delle notizie
- l’interesse delle ditte farmaceutiche a trovare occasioni e canali per vendere prodotti
- …
Ma alla base di tutto c’e’ secondo me una “voglia di paura”, un bisogno – ancestrale? archetipale? – di spaventarsi, per poi avere sollievo, forse. C’e’ qualche sociologo/psicologo che studia/ha studiato questo aspetto?
Pubblicato da vinab