Piccolo mondo antico

7 marzo 2017
“… la politica reazionaria (definizione più precisa e calzante del generico “populista”, leggete il bel saggio di Mark Lilla, The Shipwrecked Mind) che pare così di moda e vincente. Basta mercato, ma anche basta innovazione, basta stranieri, basta confini aperti, basta progetti di sviluppo, basta tutto: torniamo al piccolo mondo antico.”
“Una sorpresa è stata l’inversione di significato del “turarsi il naso”: nel dopoguerra significava votare dei moderati per quanto corrotti, oggi degli apparentemente sinceri e puri, per quanto incapaci e trucidi.”
“… chi vive e ragiona in bolle assolutamente simmetriche a quelle che conducono alcuni a mettere a rischio i propri figli non vaccinandoli.”
Frasi tratte da un articolo di Marco Simoni su Volta
https://voltaitalia.org/it/2017/03/02/i-taxi-e-la-bussola-del-futuro/

Squola digitale

7 marzo 2017
Il digitale a scuola è una carrozza senza cavalli: non nel senso che è una carrozza che non va da nessuna parte  perché non ci hanno attaccato i cavalli, ma nel senso che come le prime automobili, riproduce il modello della carrozza, con ruote cassetta  sedile soffietto e pure custodia portafrustino, e va alla stessa velocità.
Liberamente ispirato da:
http://www.agendadigitale.eu/competenze-digitali/digitale-perche-a-scuola-le-tecnologie-non-hanno-portato-vera-innovazione_3084.htm

Rete Consumo?

3 maggio 2009

Oggi domenica 3 Maggio, alla fine del Giornale Radio delle 17:30 su Radio2, il giornalista ha detto: “Restituiamo la linea alla Rete Consumo”.

Rete Consumo? Cos’è? E’ una cosa diversa da RadioRAI? E’ diversa dai giornalisti? E’ una presa di distanza da parte del giornalista?
Ed io, sono un consumatore? Strano, pensavo di essere un cittadino che ascolta un Servizio Pubblico. Sì, certo, sono anche un Abbonato, tanto che pago, insieme ad altri dieci-quindici italiani, il Canone, dal 1990.
Ma un consumatore? Di Radio? O forse di prodotti, e quindi sono interessato alla pubblicità, e quindi la Rete Consumo è quella che parla ai consumatori?

Non so, sono confuso. Su Google non esce traccia di “rete consumo radio rai”.


Voglia di paure

29 aprile 2009

Mi riesce sempre sorprendente osservare i titoli dei giornali ogni volta che “ne capita una”. Adesso è il turno dei suini.
Quali sono le ragioni determinanti questa maniera “urlata” di prendere le cose? Ecco alcune idee alla rinfusa:
– la necessità dei giornali di afferrare l’attenzione per vendere
– l’abitudine ormai radicata nei giornalisti di vedere solo il lato “orrorifico” delle notizie
– l’interesse delle ditte farmaceutiche a trovare occasioni e canali per vendere prodotti
– …
Ma alla base di tutto c’e’ secondo me una “voglia di paura”, un bisogno – ancestrale? archetipale? – di spaventarsi, per poi avere sollievo, forse. C’e’ qualche sociologo/psicologo che studia/ha studiato questo aspetto?


Terremoti

17 aprile 2009

Il terremoto risveglia le coscienze sopite? Sarebbe una buona cosa, anche se estrema…
Il passaparola sull’articolo di Di Girolamo (lo potete leggere su Siciliainformazioni, Marsala.it sembra avere qualche problema in questo momento) è uno dei fenomeni stranamente positivi dell’Italia di oggi.
Il commento di Sofri è nella stessa categoria dei “risvegli”. Sofri comunque è sveglio da un bel pezzo.
A qualcuno interesserà (ri)leggere un memorabile pezzo di Calvino – sì, proprio lui, ed io l’ho letto sul giornale, ed ho il ritaglio. Il titolo era “Apologo sull’onestà nel paese dei corrotti”, siamo nel 1980. Si trova in tanti posti, anche in pdf. Il primo che esce googlando è questo.

(un altro commento di Vinab sui terremoti è qui)


Prevenzione, previsione e predizione

7 aprile 2009

Nelle ultime ore il bla bla mediatico palleggia queste due parole, previsione e prevenzione, come fossero uguali. Entrambe condite con ampie dosi di impossibile, a caso.
Prevenzione: possiamo farla degli incidenti, delle malattie, ma non dei terremoti, al più delle loro conseguenze. I terremoti sono fenomeni naturali più grandi di noi.
Previsione: possiamo farla del tempo, ma non degli incidenti o delle malattie.

Impossibile prevenzione? No: edifici, persone, strutture, possono essere preparati per prevenire le conseguenze.
Impossibile previsione? Mai dire mai: tutto è impossibile, finchè qualcuno scopre o inventa qualcosa, e diventa possibile.
E meno male che nessuno ha ancora detto predizione, se no saremmo alla boccia di cristallo!


Google e la lingua italiana

3 aprile 2009

In margine ad una triste notizia sul quotidiano locale, mi è venuto un dubbio: ma si dice così, tagliabalze, o piuttosto tagliabalsa? E il giornalista, sa che cos’e’? In un primo momento mi sono indignato, mi sembrava ignoranza (crassa ignoranza), anche perché era ripetuto due volte. Ma onestamente ho cercato: alla vecchia maniera, Devoto-Oli ed. 1967: non c’è! La piccola Treccani, 1995: non c’è! Certo, si trova taglierina: piccolo utensile etc etc. Allora ho pensato: Googliamolo! Risultati: 3750 hits (occorrenze, per gli statistici italiani) per “tagliabalsa”, 123 hits per “tagliabalze”. Tagliabalsa vince ai punti! Ma cos’e’ la balsa, che si taglia invece delle balze? Legno dal versante pacifico delle Ande, usato per la sua leggerezza per costruire aeromodelli (Treccani). Io ho usato la balsa prima del tagliabalsa: sono così vecchio che me lo ricordo ancora?